Come fare ricorso al Prefetto per le multe

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Come fare ricorso al Prefetto per le multe

Questo articolo vuole rappresentare una guida per i cittadini che intendo proporre ricorso al prefetto contro un multa per violazione al codice della strada, ovvero per le cosiddette multe.

Come si presenta un ricorso al Prefetto contro una multa

Rispetto al ricorso al giudice di pace il ricorso al Prefetto si caratterizza per una maggiore semplicità e per minori costi, infatti non è dovuto il pagamento del contributo unificato di 43 euro.

Inoltre è possibile presentare il ricorso in carta semplice inviandolo tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, da presentare direttamente al Prefetto o attraverso l’organo che ha accertato l’infrazione – in questo secondo caso sarà l’organo accertatore a trasmettere il ricorso al Prefetto).

Il ricorso deve essere presentato nel termine di 60 giorni dalla notifica della multa (se la violazione è stata accertata in assenza del trasgressore), o dall’accertamento della violazione (se quest’ultima è stata immediatamente contestata al trasgressore).

A differenza del ricorso al Giudice di Pace, il termine non è sospeso nel periodo feriale, tuttavia se il termine scade in un giorno festivo è automaticamente prorogato al primo giorno non festivo successivo

Il ricorso deve essere presentato al Prefetto competente per il territorio, ovvero quello del luogo in cui è avvenuta l’infrazione.

Quali sono le condizioni per presentare il ricorso al Prefetto

Il ricorso può essere presentato a condizione che non sia decorso il termine per l’opposizione, che quindi non siano trascorsi più di sessanta giorni dalla contestazione dell’infrazione o dalla notifica del verbale, e che non sia stato già effettuato il pagamento della sanzione.

Quali elementi deve contenere il ricorso al Prefetto

Il ricorso deve presentare obbligatoriamente i seguenti elementi:

  • L’intestazione: «Ricorso al Prefetto contro verbale di accertamento di violazione del codice della strada»
  • Dati del ricorrente (nome, cognome, residenza, codice fiscale, automobile e targa, ecc.)
  • Estremi del verbale (numero del verbale, data di notifica, ecc.)
  • Data e firma del ricorrente
  • Motivazioni per cui si ritiene che detta multa sia invalida

Il ricorso deve contenere la precisa indicazione delle motivazioni per le si ritiene illegittimo il verbale.
Ogni contestazione dovrà fondarsi su elementi normativi, precedenti giurisprudenziali e dovrà essere opportunamente motivata da parte del ricorrente.

  • Audizione personale del ricorrente

Nel ricorso può essere chiesta anche l’audizione personale del ricorrente, cioè si può richiedere di essere personalmente convocato presso gli uffici competenti della prefettura per esporre le proprie le motivazioni a sostegno della propria tesi.

Tuttavia tale richiesta produce effetti sul termine entro il quale il Prefetto deve rispondere al ricorso, infatti in caso di richiesta di audizione personale il termine viene sospeso fino al momento dell’effettiva audizione (quindi impedendo l’applicazione del silenzio assenso, per effetto del quale il ricorso è automaticamente accolto se il Prefetto non risponde o risponde oltre i termini previsti dalla Legge).

La decisione del Prefetto sul ricorso

Se il Prefetto accoglie il ricorso, emette un’ordinanza di archiviazione della sanzione amministrativa opposta.

Se, al contrario, il Prefetto rigetta il ricorso, allora la sanzione si raddoppia automaticamente (questo è uno degli elementi che distingue il ricorso al Prefetto da quello al GdP il quale nell’ipotesi di rigetto del ricorso può applicare una sanzione a sua completa discrezione, tra il minimo ed il massimo edittale).

Tuttavia la decisione del Prefetto deve essere adottata entro un termine perentorio, altrimenti il ricorso si intende automaticamente accolto.

Il termine entro il quale il prefetto deve pronunciarsi sul ricorso

Per prima cosa è necessario effettuare una distinzione tra l’ipotesi in cui il ricorso è stato presentato per il tramite dell’organo accertatore e quella in cui è stato presentato direttamente al Prefetto. Iniziamo da quest’ultimo.

Dalla data di ricezione del Ricorso il Prefetto deve inviarlo, entro trenta giorni, all’organo accertatore per dare la possibilità a quest’ultimo di presentare le proprie deduzioni e documenti.

A sua volta l’organo accertatore entro 60 giorni deve restituire gli atti agli uffici della Prefettura.

Il Prefetto ricevuta la documentazione relativa all’accertamento da parte dell’accertatore ha un termine di 120 giorni per emettere l’ordinanza, se il provvedimento viene emesso oltre questo termine il ricorso di intende accolto.

Quindi quando il ricorso è presentato direttamente al Prefetto quest’ultimo deve emettere l’ordinanza entro 210 giorni dalla ricezione del ricorso (30+60+120).

Nell’ipotesi in cui il ricorso è presentato per il tramite dell’organo accertatore viene meno il primo passaggio, pertanto l’organo accertatore ha 60 giorni di tempo, decorrenti dalla ricezione del ricorso, per trasmettere gli atti (con le proprie deduzioni ed osservazioni) al Prefetto, il quale dovrà emettere l’ordinanza di accoglimento o di rigetto entro i successivi 120 giorni.

Quindi quando il ricorso è presentato per il tramite dell’organo accertatore l’ordinanza deve essere emessa nel termine complessivo si 180 giorni dalla ricezione del ricorso (60+120).

Il termine di notifica dell’ordinanza del Prefetto

Una volta emessa l’ordinanza prefettizia, quest’ultima deve essere notificata al ricorrente entro il termine di 150 giorni.

Qualora la notifica avvenga oltre questo termine, sarà possibile richiederne l’annullamento con ricorso al Giudice di Pace entro 30 giorni dalla sua notifica e con le stesse modalità previste per il ricorso al Giudice di Pace contro i verbali per violazione al codice della strada.

In conclusione

La presentazione del ricorso al Prefetto è abbastanza semplice, la procedura di presentazione è piuttosto semplice e non richiede approfondite conoscenze della procedura civile, inoltre il ricorrente può difendersi in autonomia senza doversi rivolgere necessariamente ad un legale.

La parte che può presentare maggiori difficoltà per chi non è abituato ad analizzare i verbali è quella relati individuazione dei motivi sui quali fondare il ricorso.

Ogni verbale presenta degli elementi su cui puntare l’attenzione, cioè dei punti che molto spesso risultano viziati o carenti (ad esempio la parte relativa al rispetto del termine per la notifica, la taratura dell’autovelox, ecc), ma molto spesso non è semplice individuare tali elementi.

Per questo motivo prima di procedere con la redazione e l’invio del ricorso e rischiare il rigetto dello stesso, con conseguente raddoppio della sanzione, è consigliabile chiedere il parere di esperti del settore (ad esempio i consulenti di www.soluzionemulta.it) i quali valutando ogni giorno decine di verbali sapranno prontamente individuare gli elementi sui quali fondare il ricorso.