Chi può fare la diagnosi energetica? 

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Negli ultimi tempi si sente molto parlare della diagnosi energetica. Si tratta della valutazione del fabbisogno energetico di un edificio, una procedura che serve per sapere con certezza e precisione quali siano i consumi energetici di un edificio o di un gruppo di edifici, per individuare quale sia la migliore modalità di gestione energetica dal punto di vista della qualità e del prezzo.

Grazie alla diagnosi energetica è possibile individuare tutti i punti deboli e gli interventi di miglioramento che possono essere implementati in una struttura, cercare di classificare tutti gli interventi per il fabbisogno energetico in ordine di priorità, per poter ottimizzare al massimo il rapporto fra costi e benefici e per indicare gli interventi più vantaggiosi.

La diagnosi energetica è obbligatoria?

Spesso c’è molta confusione sull’obbligatorietà o meno della diagnosi energetica. La legge però è chiara sul punto: la diagnosi energetica non è obbligatoria se non in alcuni casi specifici. Questi casi sono quelli elencati:

  • edifici pubblici o adibiti ad uso pubblico;
  • gli edifici residenziali, in caso di ristrutturazione o istallazione di nuovi impianti termici ci potenza termica superiore a 100 kW, è necessario che venga effettuata la diagnosi energetica;
  • Tutti gli edifici che vogliano avere accesso a degli incentivi; poter avere accesso ad alcuni benefici ed incentivi, anche i condomini devono effettuare la diagnosi energetica;
  • I condomini con impianti centralizzati: essi devono necessariamente avere impianti che tengano conto dei fabbisogni delle singole famiglie, e anche se la legge non richiama la diagnosi energetica, essa è lo strumento per mezzo del quale si può fare tale calcolo.
  • le imprese che hanno più di 250 persone, o con fatturato annuo sopra i 50 milioni di euro o con bilanci sopra i 43 milioni di euro, non che le imprese con forte consumo di energia, secondo i parametri stabiliti dalla legge.

Questi sono quindi i casi in cui la legge impone un vero e proprio obbligo di effettuazione della diagnosi energetica. Tuttavia in tutti gli altri casi, anche se la legge non lo prevede come obbligo, effettuare questa diagnosi può essere di fondamentale importanza per migliorare le prestazioni energetiche della casa e per consumare meno, risparmiando di più. Ecco perché anche laddove non c’è obbligo preciso, è sempre meglio fare la diagnosi energetica.

Chi può fare la diagnosi energetica?

Un altro argomento molto importante riguarda i soggetti che sono abilitati a compiere la diagnosi energetica valida ai termini di legge.

Ovviamente un simile lavoro non può essere svolto da chiunque, occorre una certa qualificazione e preparazione. Per evitare problemi, è possibile richiedere la diagnosi energetica per la propria abitazione o industria a soggetti specializzati.

La legge, dal 2016, prevede che solamente gli esperti certificati possano effettuare una diagnosi energetica valida.

Essi devono superare un esame che richiede come requisiti il possesso di diploma di scuola media superiore, la formazione di 16 ore specifica, esperienza di lavoro che varia da 3 a 10 anni a seconda del titolo di studio. L’esame è composto da un test scritto con 30 domande, un caso di studio, una prova orale. Ecco perché è importante richiedere una diagnosi energetica contattando aziende specializzate nel settore in questione.

Si tratta dei c.d. esperti in gestione dell’energia, o Ege, che potranno fare la diagnosi energetica obbligatoria; la certificazione dell’esperto è anch’essa obbligatoria e oggi gli Ege, come individuati dalla legge, possono avere due profili professionali; quello civile, che si occupa delle diagnosi nel campo degli insediamenti urbanistici, delle infrastrutture, trasporti, edilizia pubblica e privata; quello industriale, che è specificamente addestrato per soddisfare le esigenze di diagnosi energetica nei gruppi produttivi, industriali ecc.