Furto in azienda da parte del dipendente: si può licenziare?

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Dover licenziare un dipendente non è mai un atto piacevole, ma purtroppo in alcuni casi non rimane altro da fare. Pensiamo all’ipotesi in cui si colga un dipendente nell’atto di rubare o quella, più frequente, in cui si sospetti che un dipendente sta rubando in azienda, ad esempio che stia sottraendo soldi dalla cassa. Come comportarsi quando avviene una situazione di questo tipo?

Secondo le statistiche, si tratta di fenomeni ricorrenti; nel 22% dei casi si tratta di furti di beni, nel 15% di furto di informazioni. L’azienda deve sapersi tutelare nei confronti dei rischi che sono interni all’impresa, cioè dalle frodi perpetrate dagli stessi lavoratori. La maggior parte delle aziende che subiscono questo tipo di furti sono quelle del commercio.

Difendersi non è semplice. Ad esempio, per provare che il dipendente sottrae del denaro in cassa (o oggetti dal magazzino, o altri beni aziendali) non si può semplicemente installare una telecamera nascosta: essa non potrà essere usata come prova, come confermano delle sentenze della Cassazione, perché come si dirà più in basso nessun sistema di controllo remoto in azienda è esperibile se non previo accordo coi sindacati. Ma allora come tutelarsi? E come licenziare il dipendente che si ha scoperto a rubare dei beni in azienda?

Il furto del dipendente: profili giuridici

Il furto è un reato, e dal punto di vista del rapporto lavorativo, può anche fondare la giusta causa per il licenziamento.

Non è difficile capire perché: il licenziamento per giusta causa, senza preavviso (cosiddetto licenziamento in tronco) è possibile in tutte le ipotesi di comportamenti gravi del lavoratore che minano il rapporto di fiducia che deve intercorrere fra lavoratore e datore di lavoro. Il furto è proprio uno di questi fenomeni, motivo per cui se si coglie in flagrante a rubare un dipendente, licenziarlo in tronco è possibile. Non conta neppure il rilievo economico del bene sottratto, essa casomai è importante per quanto riguarda il trattamento penale del reato: la condotta materiale in sé, in quanto viola un vincolo di fiducia, è giustificativa del licenziamento. Inoltre al dipendente licenziato dopo il furto aziendale non è neppure dovuta l’indennità di licenziamento.

Sotto questo punto di vista, è bene sapersi tutelare come azienda. Infatti l’onere della prova spetta proprio sull’azienda che deve poter dimostrare di aver subito dei furti da parte dei dipendenti; ecco perché è importante cercare di raccogliere prove prima di agire, non solo per essere assolutamente sicuri che non si tratti di un’incomprensione, ma anche perché in caso di impugnazione del licenziamento il datore di lavoro potrà dimostrare l’avvenuto. Ma come fare, come dimostrare che il lavoratore ha effettivamente sottratto dei beni aziendali, come provarlo?

L’azienda si può tutelare ricorrendo a servizi di investigazioni aziendali (vedi qui per avere un’idea dei costi) che possano raccogliere valide prove sotto il profilo giuridico; in molti casi si tratta della scelta migliore in quanto questi servizi sono offerti da professionisti che sanno bene quali prove hanno valore legale e quali invece non ne hanno e quindi possono raccogliere solo gli elementi davvero necessari per dimostrare il furto avvenuto.

Come si sa non è possibile procedere senza limiti al controllo sui dipendenti, una delle materie più delicate in assoluto; le telecamere possono essere usate solo per esigenze organizzative e produttive e per la sicurezza del lavoro e tutela del patrimonio aziendale, solo previo accordo coi sindacati. Quindi se si hanno dei dubbi a riguardo è bene rivolgersi a degli esperti è il passo migliore da fare per garantirsi rispetto a cause legali e per essere assolutamente sicuri del comportamento del dipendente prima di procedere al licenziamento.