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NewsLetter n.6 Anno II, lunedì 10 dicembre 2007



Conciliazioni camerali: i dati del primo semestre 2007 >>
Molte conferme e qualche novità nella classifica stilata da Unioncamere relativa alle conciliazioni avviate presso le Camere di Commercio nei primi sei mesi del 2007. Napoli conquista di nuovo il primato per numero di procedure avviate, ma è il Veneto a registrare l’aumento percentuale più sensibile rispetto allo scorso anno.


Servizi telefonici: ecco il settore in cui si concilia
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Il maggior numero di procedure conciliative concluse con esito positivo, svolte tra imprese e consumatori presso le Camere di Commercio dal 25 marzo 2006 al 30 ottobre 2007, riguardano i settori della telefonia, dell’edilizia e dei servizi immobiliari. I dati emergono dalla documentazione pervenuta ad Unioncamere e inviata dalle Camere che hanno aderito al finanziamento delle iniziative a vantaggio dei consumatori di cui al D.M. 2 marzo 2006. Il citato D.M. prevede per i consumatori la gratuità delle procedure, concluse con esito positivo avviate presso Camere di Commercio o Associazioni dei Consumatori. La gratuità proseguirà fino al 25 marzo 2008.


A Lecce un convegno sulla giustizia alternativa >>
Studiosi e tecnici si sono confrontati sul tema “Conciliazione, un efficace strumento di giustizia alternativa” nel corso del convegno che si è svolto venerdì 9 novembre, presso il Teatro Paisiello di Lecce. L’evento è stato organizzato dalla Camera di Commercio provinciale.


Giornate varesine su mediazione e conciliazione >>
Il 22 e il 23 novembre si sono tenute due giornate di confronto, sul tema della mediazione familiare e comunitaria e della conciliazione, presso il Centro Congressi Ville Ponti di Varese. La Camera di Commercio di Varese ha presentato l'esperienza del proprio Sportello di conciliazione.



Conciliazioni camerali: i dati del primo semestre 2007

Secondo i dati forniti da Unioncamere le province del Mezzogiorno d’Italia emergono per numero di conciliazioni gestite dalle Camere di Commercio: 3.607 i procedimenti avviati dagli Sportelli camerali nel periodo che va dal 1° gennaio al 30 giugno 2007. Ma se per il dato quantitativo è il Sud a mettersi maggiormente in mostra, il Nord-Est trionfa, invece, nel dato percentuale. È qui, infatti, che si registra il maggior aumento nel numero di conciliazioni: 812 casi, il 65% in più rispetto allo scorso anno, in cui se ne erano contati 492.

Prendendo in esame tutte le aree della Penisola, i 5.872 procedimenti gestiti in totale nel primo semestre 2007 (21,5% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno) appaiono così suddivisi:
Sud e isole 3.607
Nord-Est 812
Nord-Ovest 730
Centro 723
A parte il Nord-Est, che mostra un netto stacco rispetto al primo semestre 2006, quando si era piazzato ultimo con 492 procedure, le altre aree si discostano poco dai numeri dello scorso anno: ancora primato per Sud e isole, con 607 casi in più rispetto al 2006; segue il Nord-Ovest, con un aumento di soli 6 casi; scende al quarto posto il Centro, che l’hanno scorso era terzo con 616 procedure. Ovunque continuano a predominare le conciliazioni tra imprese e consumatori.

I più “concilianti” si confermano anche quest’anno i napoletani: oltre mille i procedimenti gestiti dal locale Sportello camerale (1.004 per la precisione). Seguono nella classifica, anche se staccate di parecchie unità, altre due province del Sud: Salerno (485 procedure gestite) e Palermo (319). A Napoli spetta il primato sia per numero di conciliazioni tra imprese (232 casi), che tra imprese e consumatori (772 casi).
Per quanto riguarda la durata del procedimento, il primo posto tocca invece a Crotone (durata media 28 giorni), mentre per il valore medio delle controversie spicca Padova con 46.564 euro.

Tutti i dati del primo semestre 2007 si possono leggere nel comunicato stampa di Unioncamere.


Servizi telefonici: ecco il settore in cui si concilia di più

I servizi telefonici mantengono il primo posto nella classifica dei casi di conciliazione per i quali le Camere di Commercio hanno presentato la domanda per ottenere il contributo previsto dal decreto 2 marzo 2006 del Ministero delle Attività Produttive (ora Ministero dello Sviluppo Economico). Il dato, aggiornato a novembre 2007, riguarda documentazione relativa alle procedure avviate dai consumatori presso le Camere di Commercio, nel periodo 25 marzo 2006-30 ottobre 2007, e concluse con un accordo di conciliazione.

Il 73% delle procedure gestite dalle Camere di Commercio tra marzo 2006 e ottobre 2007 e concluse positivamente, che hanno avuto come parte proponente uno o più consumatori, ha avuto come oggetto della controversia i servizi di telefonia, fissa o mobile. A seguire, anche se staccati di parecchie unità, troviamo il settore dell’edilizia e quello dei servizi immobiliari. Per quanto riguarda il dato territoriale, la Camera di Commercio di Milano, seguita da Caserta e Napoli, ha svolto il maggior numero di conciliazioni.

Il valore economico delle controversie è, nella maggior parte dei casi, al di sotto dei 5.000 euro. Una conferma del fatto che la conciliazione si rivela una valida alternativa, soprattutto quando la controversia non è tale da giustificare l’impegno notevole di tempo e denaro richiesto dalle tradizionali vie giudiziarie. I casi che spiccano per entità della controversia (quelli superiori a 20mila euro) sono relativi a contratti di appalto, contratti di acquisto di pacchetti turistici, problematiche edilizie (opere di ristrutturazione, vizi dell’immobile acquistato, assegnazione di un box) e finanziarie (caso dei bond argentini).

Tra i casi di conciliazione segnalati dalle Camere, quelli riguardanti i servizi telefonici presentano una casistica varia: si va dalla contestazione per l’attivazione di servizi non richiesti e l’addebito di pagamenti non dovuti alla richiesta di risarcimento per l’interruzione del servizio della linea telefonica; dai problemi con la linea ADSL al mancato inserimento nell’elenco telefonico, fino al rifiuto ingiustificato di voltura verso altro gestore.

Oltre ai già citati casi di controversie nei settori dell’edilizia e della mediazione immobiliare, dalla documentazione inviata dalle Camere di Commercio emergono vari casi relativi al settore turistico (danni da vacanza rovinata, contestazioni su pacchetti turistici, vacanze-studio; oppure disagi legati a un viaggio aereo, all’emissione di un biglietto navale e alla scarsa qualità delle cene fornite nel corso di viaggi organizzati. Non mancano, poi, i problemi tra consumatori e tintolavanderie, per capi smarriti o danneggiati durante il lavaggio. Nell’elenco, infine, si rileva anche qualche caso di controversia più originale, come quelle relative a: un contratto per ricerca del partner, la mancata realizzazione di calzature, contestazioni sul pagamento di quote condominiali, il reclamo per difetto nella verniciatura di un’autovettura nuova.


A Lecce un convegno sulla giustizia alternativa

La Camera di Commercio di Lecce, organizzando il convegno “Conciliazione, un efficace strumento di giustizia alternativa”, presso il Teatro Paisiello il 9 novembre scorso, ha voluto promuovere il confronto su uno strumento che, nel corso di pochi anni, si è dimostrato efficace e molto apprezzato da parte delle imprese e dei cittadini-consumatori.
Un obiettivo sottolineato dal presidente della Camera, Alfredo Prete, che ha aggiunto: “Questo momento di approfondimento mira a dare un ulteriore contributo alla diffusione e al rafforzamento della cultura della conciliazione in generale e alla conoscenza del servizio svolto dalla Camera di Commercio, in particolare”. L’ente camerale leccese, peraltro, negli ultimi anni è risultato uno tra i primi in Italia per il numero di tentativi di conciliazione svolti, la maggior parte dei quali andati a buon fine.

Il convegno ha visto alternarsi, sul palco del Teatro Paisiello, studiosi e tecnici, i quali si sono confrontati per circa due ore sul tema della conciliazione, approfondendone i diversi aspetti.
Dopo i saluti del segretario generale della Camera di Commercio di Lecce, Roberto Pierantoni, sono intervenuti il prefetto di Lecce, Gianfranco Casilli, il presidente della Provincia, Giovanni Pellegrino, e l’assessore comunale, Fiorino Greco, che ha portato il saluto del sindaco, Paolo Perrone.
Gli interventi tecnici, aperti da Ernesto Capobianco, professore ordinario di Istituzioni di Diritto privato dell’Università del Salento, hanno registrato la partecipazione di Marcello Dell’Anna, magistrato di Corte d’Appello Lecce; Giorgio Rosario Costa, presidente dell’Ordine dei commercialisti di Lecce; Luigi Rella, presidente dell’Ordine degli avvocati di Lecce; Amedeo Parente, dirigente del Polo Legale Sud Telecom Italia; Nicola Saracino, rappresentante dei consumatori nel Consiglio camerale di Lecce.

L’incontro è stato concluso da Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere, che sottolineando il buon lavoro svolto dalla struttura camerale salentina, ha ricordato la valenza e l’importanza di questo strumento di giustizia alternativa, un modo rapido, efficace, riservato ed economico per tentare di risolvere le controversie di natura economica tra aziende produttrici di beni e/o erogatrici di servizi e consumatori.

La giornata di confronto è proseguita con lo spettacolo “Sopravvivere al conflitto”, una lezione-spettacolo che ha passato in rassegna i meccanismi che, talvolta, possono trasformare i rapporti di lavoro, di coppia oppure familiari, in vero e proprio campo di battaglia. Lo spettacolo si ispira alla pubblicazione di Paolo Vergnani “Manuale di sopravvivenza al conflitto”, di cui è coautore Daniele Scaglione, ex presidente della sezione italiana di Amnesty International.


Giornate varesine su mediazione e conciliazione

La mediazione nei diversi campi di applicazione (giudiziario, culturale, sociale e familiare) e la conciliazione, entrambe strumento di intervento concreto per la gestione positiva dei conflitti, sono state al centro di due giornate di confronto che si sono tenute il 22 e 23 novembre presso il Centro Congressi Ville Ponti a Varese.
L’evento, organizzato dall'Istituto di mediazione familiare e comunitaria di Varese, in collaborazione con la Camera di Commercio provinciale, l’Ordine degli avvocati e la Direzione sociale della Asl di Varese, ha visto la presentazione di esperienze concrete, confrontate per tracciare le linee guida fondamentali in materia.

La figura del mediatore - che non giudica, ma aiuta le parti ad arrivare a una soluzione condivisa - già adottata in ambienti diversi come la scuola e gli ospedali, dovrebbe lentamente essere introdotta in settori sempre più ampi della società, contribuendo così a risolvere problematiche nate in ambito familiare, nei rapporti di vicinato e in altre relazioni sociali.

La giornata del 22 novembre è stata dedicata al tema del conflitto e della mediazione di comunità, con particolare attenzione per la mediazione scolastica, interculturale e sociale. Il 23 novembre, invece, ha visto al centro del dibattito il tema “Giustizia e mediazione”, con una riflessione profonda sulla mediazione familiare e penale, e la presentazione dell'esperienza di conciliazione camerale, attraverso la testimonianza di Fabio Bombaglio, avvocato e conciliatore presso lo Sportello della Camera di Commercio di Varese.

L’intervento dell’ Avv. Bombaglio è stato incentrato sull’illustrazione delle seguenti tematiche: il quadro normativo che regola le procedure di conciliazione in vari settori (in quest’ambito, la legge 580/93 che ha attribuito agli Enti camerali la possibilità di promuovere la costituzione di commissioni arbitrali e conciliative); l’attività di conciliazione e divulgazione dei procedimenti ADR svolta in questi anni dalle Camere di Commercio; il rapporto tra conciliazione camerale e giudizio civile, con gli ultimi dati diffusi da Unioncamere; la cultura forense prevalente in rapporto alla conciliazione camerale.

Quest’ultimo punto ha offerto l’occasione per sottolineare l’esigenza di proporre il metodo conciliativo nei luoghi e ai soggetti della controversia giudiziaria e per ricordare, a questo proposito, il progetto “Conciliamo”. Nato su iniziativa della Corte di Appello di Milano e di soggetti istituzionali particolarmente sensibili al tema della promozione della conciliazione, il progetto vuole infatti portare i tribunali della stessa Corte d’Appello di Milano alla sperimentazione della conciliazione, mettendo a disposizione una lista degli organismi attivi sui territori di competenza che offrano al pubblico servizi di conciliazione commerciale stragiudiziale.
Uno spunto, insomma, per riflettere sulla possibilità di affrontare il problema della crisi della giustizia civile con mezzi diversi da quello del diritto processuale civile (che si è privilegiato fino ad ora), mettendo in relazione giustizia ordinaria e conciliazione stragiudiziale e facendo apprezzare la complementarità di strumenti giudiziali e stragiudiziali per la soluzione dei conflitti.