![]() NewsLetter n.2 Anno I, lunedì 16 ottobre 2006 |
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Organismi di conciliazione delle Camere di Commercio: di diritto l’iscrizione al Registro >>
È stato approvato con il decreto dirigenziale 24 luglio 2006 il modulo di domanda per iscriversi al Registro degli Organismi di Conciliazione (R.O.C.): alle Camere di Commercio basta compilarlo per ottenere l’iscrizione.

Conciliazione gratuita: un’occasione per imprese e consumatori >>
Sono molte le Camere di Commercio che, in occasione della Settimana della conciliazione, offrono il servizio gratuito o tariffe agevolate per imprese e consumatori.

Settimana della conciliazione: tutte le iniziative delle Camere di Commercio >>
Seminari, convegni e molti altri eventi sono in programma, dal 16 al 21 ottobre, presso gli enti camerali di tutta Italia, in occasione della Settimana nazionale della conciliazione promossa da Unioncamere.

La Camera Arbitrale di Roma con AMA e ACEA per la conciliazione >>
Promossi dalla Camera Arbitrale della Camera di Commercio di Roma i Protocolli d’intesa per favorire le procedure di conciliazione nei contenziosi tra le due aziende municipalizzate e i propri clienti e fornitori.

“Il valore della conciliazione per le imprese”: se ne parla a Napoli >>
Il tema sarà trattato nel corso di un incontro in programma il 19 ottobre, nell’ambito delle iniziative per la Settimana della conciliazione organizzate dalla Camera di Commercio di Napoli.

A Campobasso, focus group per la Settimana della conciliazione >>
Gli incontri tematici, in programma dal 16 al 20 ottobre, intendono incentivare il ricorso alla conciliazione e la sottoscrizione di protocolli d’intesa in vari settori di attività.

Fare impresa e conciliare in Cina: intervista all’Avvocato D’Agnolo >>
Gianluca D’Agnolo, avvocato operante in Cina e protagonista di una conciliazione con l’ICBMC (Italy China Business Mediation Center), ci racconta la sua esperienza.
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Organismi di conciliazione delle Camere di Commercio: di diritto l’iscrizione al Registro
Per poter gestire secondo la legge le procedure di conciliazione in materia societaria è necessario essere iscritti in un apposito Registro, tenuto presso il Ministero della Giustizia e sottoposto alla vigilanza del Direttore generale per gli affari civili del Ministero, che ne è responsabile. Gli organismi istituiti, anche in forma associata, dalle Camere di Commercio, ai sensi della legge 29 dicembre 1993, n. 580, sono gli unici a potersi iscrivere di diritto nel Registro, semplicemente facendone richiesta. Si tratta di un importante riconoscimento dell’esperienza raggiunta dalle Camere nella risoluzione alternativa delle controversie. Per tutti gli altri organismi, infatti - che siano istituiti da enti pubblici e privati, o che costituiscano autonomi soggetti di diritto pubblico o di diritto privato - il responsabile del Registro deve prima accertare la professionalità e l’efficienza dei richiedenti.
L’istituzione del Registro è prevista dall’art. 38 del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5. I criteri e le modalità per l’iscrizione e la tenuta del Registro sono invece stabilite dal decreto del Ministero della Giustizia 23 luglio 2004 n. 222. Di recente, con il decreto dirigenziale 24 luglio 2006, è stato infine approvato il modello di domanda e relativi allegati per l’iscrizione. Il decreto stabilisce anche i requisiti di accreditamento dei soggetti abilitati alla formazione dei conciliatori. Gli standard dei corsi di formazione per i conciliatori riprendono quelli definiti a livello nazionale dall’Unioncamere e adottati dalle Camere di Commercio.
Con il decreto del 24 luglio 2006 il Ministero della Giustizia ha completato, per quanto riguarda la conciliazione, l’attuazione della riforma del diritto societario. Si tratta di una novità importante per le Camere di Commercio in quanto queste potranno, attraverso l’iscrizione al Registro, fornire alle imprese un servizio più specializzato con nuovi vantaggi, sia procedurali sia di tipo economico, che rafforzano il valore e la funzione deflattiva della conciliazione. Le Camere di Commercio potranno iscriversi anche in associazione tra loro.
La domanda per l’iscrizione, corredata di tutti gli allegati richiesti, va spedita all’indirizzo: Direzione Generale della Giustizia Civile, Via Arenula, 70 - 00186 Roma.
Sono valide solo le domande compilate sul modello approvato dal decreto 24 luglio 2006 e secondo le indicazioni contenute nel modello stesso. Devono
essere fornite, tra l’altro: la denominazione e la natura giuridica del richiedente; i dati di quest’ultimo o del suo legale rappresentante,
con indicazione di sedi e indirizzi di posta elettronica alle quali potranno essere fatte le comunicazioni attinenti all’iscrizione e alla
successiva permanenza nel Registro; i requisiti per l’iscrizione; nome e dati dei conciliatori.
Maggiori informazioni utili per l’iscrizione delle Camere di Commercio al R.O.C. saranno disponibili sul sito www.conciliazione.camcom.it
a partire dalla prossima settimana.
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Conciliazione gratuita: un’occasione per imprese e consumatori
La Settimana nazionale della conciliazione, promossa da Unioncamere dal 16 al 21 ottobre 2006, è un momento particolarmente favorevole
per consumatori e imprese che decideranno di ricorrere alla procedura di conciliazione presso le Camere di Commercio. Sono numerose, infatti, quelle
che hanno deciso di offrire gratuitamente il servizio.
Ecco le azioni promosse da alcune Camere:
Bologna: dal 16 al 21 ottobre 2006 tutte le domande relative a controversie “business to business” (tra imprese e imprese) avranno diritto allo sconto del 20% sulle spese che dovranno essere sostenute nel caso in cui si arrivi all’incontro di conciliazione.
Brescia: dal 16 al 21 ottobre 2006 totale gratuità delle procedure fino a 50mila euro di valore, sia tra imprese che tra imprese e consumatori.
Como: fino al 31 gennaio 2007 non si pagheranno le procedure di conciliazione tra consumatori e imprese per tutte le controversie sull’acquisto di beni e servizi (dagli autoveicoli, ai servizi di pulizia, dai viaggi per le vacanze, agli elettrodomestici, etc.) di valore inferiore ai 25mila euro. Queste saranno infatti a carico dell’Ifac (Istituto per la formazione, l’arbitrato e la conciliazione), Azienda speciale della Camera di Commercio di Como. Già nei mesi scorsi la Camera aveva deciso di garantire la gratuità delle conciliazioni fino a 250 euro.
Lecco: nessun costo di procedura per le conciliazioni in materia di consumo (tra imprese e consumatori) presentate dal 16 al 21 ottobre 2006. La gratuità varrà per quelle procedure che si concluderanno con un accordo positivo e riguarderà un numero massimo di 20 domande, suddivise per scaglioni di valore fino ad un massimo di 25mila euro.
Lodi: tra il 16 e il 21 ottobre 2006, procedura gratuita per gli utenti che decideranno di ricorrere alla conciliazione.
Ravenna: servizio totalmente gratuito dal 16 al 21 ottobre 2006.
Reggio Calabria: gratuità di tutte le controversie tra consumatori e imprese fino a 10mila euro di valore, per le domande di conciliazione depositate entro il 31 dicembre 2006.
Roma: il 26 settembre 2006 si è tenuto presso la Camera Arbitrale di Roma, uno dei primi tentativi di conciliazione gratuita. Il consumatore non ha versato in anticipo le spese procedurali, ma il giorno stesso dell’incontro conciliativo, a titolo di deposito. Visto poi il buon esito della conciliazione, la somma è stata restituita al termine dell’incontro stesso.
Reggio Emilia: le domande di conciliazione che perverranno dal 12 al 31 ottobre 2006 per controversie il cui valore non superi 5mila euro beneficeranno della gratuità del servizio; dovranno essere versati esclusivamente i diritti di segreteria, se dovuti ai sensi del Regolamento di conciliazione della Camera.
Vicenza: dal 16 al 22 ottobre 2006, tariffe scontate per tutte le domande di conciliazione (sia per le imprese vicentine, che per i consumatori) e servizio completamente gratuito (fino ad esaurimento fondi) per le imprese vicentine aderenti ad Associazione industriali, Apindustria, Associazione artigiani, Ascom-Confcommercio, Confesercenti, CNA, Coldiretti, Confcooperative.
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Settimana della conciliazione: tutte le iniziative delle Camere di Commercio
I servizi di conciliazione camerali tornano in primo piano, nell’ambito della terza edizione della Settimana della conciliazione, organizzata da Unioncamere dal 16 al 21 ottobre 2006. In programma seminari, tavole rotonde, convegni, workshop, campagne promozionali e molte altre iniziative, tutte con l’obiettivo di promuovere la cultura della conciliazione e avvicinare professionisti, imprese e consumatori a questo strumento di risoluzione extragiudiziale delle controversie. Per conoscere tutte le iniziative camerali, vai al programma della Settimana.
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La Camera Arbitrale di Roma con AMA e ACEA per la conciliazione
Semplificare i rapporti e la risoluzione di eventuali controversie con due delle maggiori aziende capitoline di pubblici servizi: questo l’obiettivo dei Protocolli d’intesa firmati dalla Camera Arbitrale della Camera di Commercio di Roma con AMA (Azienda Municipale Ambiente del Comune di Roma) e ACEA. Entrambi gli accordi introducono la procedura di conciliazione e prevedono che questa sia gestita dalla Camera Arbitrale di Roma.
L’accordo con ACEA è stato siglato nell’aprile scorso e riguarda la risoluzione tanto delle eventuali controversie che dovessero insorgere nell’esecuzione dei contratti per la fornitura di energia elettrica tra l’azienda e i propri clienti, quanto di quelle che, pur non rientrando nella precedente casistica, l’ACEA potrebbe essere interessata ad indirizzare alla Camera Arbitrale di Roma. L’ACEA è la prima società in Italia ad adottare la conciliazione per i servizi elettrici. Il nuovo strumento, comunque facoltativo, può essere applicato solo nel caso in cui la controversia tra ACEA e clienti sia riconducibile ai servizi di fornitura elettrica, del valore minimo di 500 euro, e dopo aver inviato un reclamo scritto con esito non soddisfacente.
La procedura, divenuta operativa il 2 maggio scorso, si svolge interamente presso la Camera Arbitrale di Roma, secondo il suo Regolamento e Tariffario, e viene gestita da conciliatori professionisti specializzati in queste tecniche. Non vengono applicate le cosiddette spese di avvio per la domanda o l’adesione al tentativo di conciliazione (pari a 30 euro).
Per usufruire della procedura, bisogna compilare il modulo stampabile direttamente dai siti www.aceaelectrabel.it e www.cameraarbitralediroma.it, oppure disponibile presso gli sportelli dell’ACEA in piazzale Ostiense 2, o della Camera Arbitrale di Roma in Via dé Burrò 147. Il modulo va spedito, allegando copia del reclamo e la documentazione che si ritiene utile, alla Camera Arbitrale di Roma, Servizio di Conciliazione, Via dé Burrò, 147 – 00186 Roma. Per avere informazioni è possibile contattare il numero verde 800130330 (Acea clienti) oppure lo 06 52082628 (Camera Arbitrale).
Il Protocollo d’intesa con AMA è stato invece siglato nel luglio scorso e prevede il servizio di conciliazione per risolvere non solo le controversie con i clienti, ma anche quelle che dovessero insorgere nei rapporti tra l’azienda e i propri fornitori, oltre a quelle che, pur non rientrando nella precedente casistica, l’AMA potrebbe essere interessata ad indirizzare alla Camera Arbitrale di Roma. Il Protocollo non verrà applicato alle prestazioni coperte dalla Tariffa Rifiuti (Ta.Ri.).
Anche in questo caso, come per il Protocollo con ACEA, i tentativi di conciliazione si applicheranno su liti che abbiano come oggetto l’erogazione di servizi del valore di almeno 500 euro, verranno condotti sulla base del Regolamento e del Tariffario della Camera Arbitrale di Roma, e a chi aderirà al servizio non saranno applicate le spese di avvio (pari a 30 euro).
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“Il valore della conciliazione per le imprese”: se ne parla a Napoli
In base ai dati del primo semestre 2006 risulta che sono stati in prevalenza i consumatori a ricorrere al Servizio di Conciliazione della Camera di Commercio di Napoli, anche se si riscontra una crescente diffusione dell’istituto tra le imprese. È quindi necessario incentivare proprio tra queste ultime il ricorso alla conciliazione, rendendone noti tutti i vantaggi come risorsa aziendale per una diversa gestione dei conflitti.
Proprio per tale finalità, tra le iniziative promosse in occasione della Settimana della conciliazione, la Camera di Napoli organizza per giovedì 19 ottobre un incontro sul tema “Il valore della conciliazione per le imprese”. Il programma prevede la proiezione di un video esplicativo di una procedura di conciliazione di una controversia in materia societaria. Nel corso della proiezione i rappresentanti delle Associazioni di categoria, le imprese e i consulenti aziendali nel valutare l’interesse per la procedura rispetto alle proprie esigenze aziendali, potranno porre quesiti per meglio conoscere le dinamiche e i vantaggi del ricorso alla conciliazione.
Oltre all’incontro del 19 ottobre, è stata prevista la realizzazione di una campagna di comunicazione su tutti i mezzi pubblicitari per diffondere messaggi che contribuiscano ad affermare la cultura della conciliazione. Un impegno comunicativo che si innesta su una politica di lunga durata portata avanti dalla Camera, come testimonia il numero di controversie gestite, che da tempo risulta in costante e continua crescita. Anche nel 2006 si registra un trend positivo, con un incremento di oltre il 100% del numero di procedure di conciliazione gestite rispetto allo scorso anno.
La Camera di Commercio di Napoli ha, inoltre, messo a punto, assieme alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, un innovativo programma di alta formazione rivolto a tutti coloro che intendano approfondire le tematiche legate ai sistemi di ADR. Tale processo di innovazione giuridica è utile alla diffusione della cultura della composizione dei conflitti out of court e alla formazione di nuove professionalità. Il Master di II livello in Arbitrato e Conciliazione, istituito presso la menzionata Facoltà, d’intesa con l’Ente camerale, mira proprio a fornire gli strumenti necessari per affrontare in modo sistematico le diverse tematiche legate al commercio nazionale e internazionale e per gestire la conflittualità nelle imprese attraverso i sistemi di ADR.
La Camera, infine, ha in corso di sottoscrizione una convenzione con Confservizi, la quale si impegna a promuovere presso le aziende associate il ricorso alle procedure non giudiziarie di composizione delle controversie, utilizzando i servizi camerali e inserendo nei contratti la clausola di conciliazione con rinvio al Regolamento dell’Ente. Un’altra convenzione in corso di sottoscrizione è con la C.T.P. S.p.A. – Compagnia Trasporti Pubblici di Napoli. Il nuovo strumento potrà essere applicato nelle vertenze nelle quali l’azienda è parte, anche in quelle già pendenti innanzi all’autorità giudiziaria. Il procedimento di conciliazione potrà essere attivato, oltre che dall’utente, anche dall’azienda, che potrà inviare alla Camera tutte le richieste di risarcimento pervenute, per consentire all’Ente di creare il contatto con il presunto danneggiato, comunicandogli la possibilità di ricorrere al “sistema conciliazione”.
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A Campobasso, focus group per la Settimana della conciliazione
Approfondire i vantaggi offerti dalla conciliazione e coinvolgere attivamente le associazioni di categoria, i professionisti, le istituzioni comunali e soprattutto le imprese nel programmare azioni che accrescano il ricorso a questa procedura di soluzione delle controversie alternativa alla giustizia ordinaria. È questo l’obiettivo delle attività in programma a Campobasso dal 16 al 21 ottobre 2006, organizzate dalla Camera di Commercio provinciale in occasione della terza edizione della Settimana nazionale della conciliazione.
Il calendario messo in piedi dalla Camera prevede una serie di focus group, incontri tematici nel corso dei quali si confronteranno specifiche categorie produttive, associazioni di categoria ed enti locali. Si porrà l’accento sui vantaggi che la conciliazione offre, soprattutto alle imprese, in termini di maggiore competitività e migliore gestione delle relazioni sociali con i consumatori. Si cercherà poi di coinvolgere attivamente il mondo associativo, istituzionale e imprenditoriale nel realizzare in stretta sinergia iniziative dirette a promuovere il ricorso alla procedura conciliativa in tutte le controversie di natura economica. In questo senso, verrà incentivata la sottoscrizione di appositi protocolli di intesa che disciplinino i casi, le opportunità e i vantaggi del ricorso alla conciliazione.
“Turismo e artigianato” e “Servizi e condomini” sono i settori al centro dei primi due focus group, in programma rispettivamente il 16 e il 17 ottobre. I destinatari sono, per entrambi, le associazioni di categoria di settore e le relative imprese: in particolare, il primo incontro è riservato ad agenzie di viaggio, consorzi e imprese turistiche; il secondo, invece, alle imprese di erogazione dei servizi di pubblica utilità, agli amministratori di condominio e alle amministrazioni comunali.
Il 18 ottobre si terrà, invece, un incontro riservato ai professionisti che lavorano a più stretto contatto con le imprese: avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro, ragionieri e periti commerciali. I destinatari del focus group sono, quindi, Ordini, Associazioni, Albi e Collegi delle relative professioni. Gli appuntamenti si concluderanno con una conferenza stampa, in programma il 20 ottobre alle 10.30, nella quale verranno illustrati i risultati dei lavori dei focus group e le prospettive future di sviluppo del servizio.
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Fare impresa e conciliare in Cina: intervista all’Avvocato D’Agnolo
Difficoltà da affrontare e accorgimenti particolari da seguire nel rapporto con le aziende e la cultura cinese: ce ne parla Gianluca D’Agnolo, avvocato d’affari che opera a Pechino presso lo studio legale Ripa di Meana Lega Colucci. D’Agnolo ha partecipato come difensore a un tentativo di conciliazione presso l’ICBMC (Italy China Business Mediation Center), il centro di conciliazione bilaterale tra Cina e Italia, istituito a seguito di un accordo tra Camera Arbitrale di Milano (Azienda Speciale della Camera di Commercio di Milano), Camera di Commercio Italo – Cinese e Mediation Center del China Council for the Promotion of International Trade (CCPIT).
Quali sono le maggiori difficoltà che l'imprenditore italiano potrebbe trovarsi ad affrontare venendo a contatto con la realtà e la cultura cinese?
“La prima difficoltà e barriera, secondo me, rimane la lingua cinese, che rende l’imprenditore italiano, e straniero in genere, ancora incapace di muoversi da solo, soprattutto in ambito burocratico. Bisogna poi valutare la considerazione dello straniero da parte del popolo cinese: secondo me vi sono ancora alcuni punti ‘grigi’ sulla visione degli stranieri da parte della realtà locale, soprattutto nelle città più ‘piccole’ (dove l’imprenditore straniero potrebbe essere più portato ad investire nei prossimi anni, in considerazione in parte dei risparmi sui costi, in parte della parziale saturazione delle città più grandi).
Il nostro arrivo in Cina nel diciannovesimo secolo è stato caratterizzato dalla forza e dalla conquista e, sebbene si tratti di un passato piuttosto lontano, questi sono cenni storici più volte portati all’attenzione del popolo cinese che li ha assimilati a proprio modo. Molti cinesi inoltre non riescono ancora a distinguere lo spagnolo dal francese dall’italiano; per loro siamo tutti laowai (stranieri) e tutti parliamo inglese. Anche questo è un processo chiaramente in lenta e positiva evoluzione, ma ancora lontano dal dirsi risolto.
Quanto detto sopra impone ancora oggi l’esigenza di un partner o, meglio, di un collaboratore cinese, che si ponga da tramite e intermediatore culturale. In particolare, in considerazione delle numerose problematiche emerse in passato dall’incontro-scontro tra partner cinesi e italiani in sede di costituzione di società miste, penso che ora la ricerca si focalizzi da parte dell’imprenditore italiano più su un collaboratore che su un partner per una Joint Venture.
Infine bisogna pensare alla “soggettività” di ogni norma comune: pur essendovi un crescente senso di responsabilità e coscienza sociale, rimangono numerose zone d’ombra in merito a certezze e garanzie in ambito sociale, che poi si riversano anche nell’ambito professionale”.
Muovendoci in un’ottica contrattuale, quali sono gli accorgimenti che un imprenditore deve tenere a mente all’atto della negoziazione con un partner cinese?
“Anche in considerazione di quanto detto prima e nonostante i numerosi ed importanti sforzi effettuati da questo Paese per adeguarsi quanto più possibile ai sistemi di norme internazionali, sussistono ancora fondamenti per cui le leggi ed i regolamenti sono sottoposti talvolta alla libera interpretazione dei soggetti locali: in termini pratici si suol dire che l’imprenditore italiano vede un contratto firmato con una controparte cinese come punto di arrivo di tutta una serie di negoziazioni e contrattazioni; per il cinese esso rappresenta invece un punto di partenza, non necessariamente vincolante (nella mentalità cinese), da cui iniziare a sviluppare una collaborazione”.
Quale è il percorso che ha portato Lei, avvocato, a conoscere e quindi ad utilizzare la conciliazione come strumento di risoluzione delle controversie?
“La conciliazione è un mezzo molto utilizzato ed apprezzato in Cina, sia in ambito sociale che professionale: in questo paese infatti, come dettato dalla dottrina di Confucio che esalta l’importanza dei rapporti interpersonali e il valore dell’armonia fra i singoli e l’intera società, da sempre qualsivoglia conflitto viene preferibilmente ricomposto attraverso la ricerca di una soluzione di compromesso”.
Quali sono, a suo avviso, le potenzialità dello strumento conciliativo per la risoluzione di controversie commerciali tra imprenditori italiani e cinesi?
“La conciliazione è, per definizione, uno strumento utile a individuare una soluzione rapida, condivisa e a costi spesso ridotti rispetto a provvedimenti giudiziari. Inoltre, per un imprenditore straniero/italiano può voler dire un tentativo di avvicinamento alla fiducia del cinese che, come detto, pone le relazioni al di sopra di tutto”.
Esistono delle controindicazioni all’utilizzo della conciliazione, secondo la sua esperienza? In particolare, ritiene che la conciliazione possa essere efficace per qualsiasi tipo di controversia?
“Non credo esistano delle vere e proprie controindicazioni, però è chiaro che la conciliazione non può essere la risposta a qualsiasi controversia. Di volta in volta è necessario valutare quale sia il mezzo più opportuno da utilizzare”.
Come valuta la sua esperienza di avvocato di una parte italiana nel procedimento instaurato presso l’ICBMC (Italy China Business Mediation Center)?
“La mia esperienza in proposito è stata certamente positiva, dal momento che è stato possibile risolvere (seppur, per il momento solo parzialmente) un’annosa questione, che, in assenza di un terzo mediatore neutrale, pareva di impossibile soluzione”.

